
Un lavoratore non si presenta al lavoro da due settimane, l’assenteismo per malattia sembra dubbio, e si decide di incaricare un medico controllore. La visita ha luogo, il rapporto arriva, ma una domanda rimane spesso poco chiara: chi porta la responsabilità se qualcosa va storto durante questo controllo? La risposta dipende dal ruolo esatto di ciascun attore, e gli errori di comprensione su questo punto alimentano regolarmente le controversie legali.
Obbligo di lealtà del lavoratore durante l’assenza per malattia
Prima ancora di parlare del medico controllore, si dimentica spesso che il lavoratore in malattia ha obblighi precisi. Deve rispettare le ore di divieto di uscita stabilite dal suo medico curante, generalmente dalle 9:00 alle 11:00 e dalle 14:00 alle 16:00. Se beneficia di uscite libere, deve comunicare al suo datore di lavoro il luogo in cui si trova.
Se il lavoratore è assente dalla sua abitazione durante la controvisita senza una giustificazione valida, il datore di lavoro può sospendere il complemento salariale. Non si tratta di una sanzione disciplinare, ma della conseguenza diretta del mancato rispetto di una condizione per il mantenimento della retribuzione prevista dall’articolo L. 1226-1 del Codice del lavoro.
La giurisprudenza va oltre. Una sentenza della Corte di Cassazione del 4 settembre 2024 (n° 23-15.944) ha ricordato che il datore di lavoro si assume la responsabilità se fa lavorare un dipendente durante la sua assenza, il danno essendo quindi automatico. La questione di responsabilità riguardo ai controlli medici da parte di un medico controllore non riguarda solo il professionista che si sposta, ma anche il modo in cui il datore di lavoro gestisce l’intero periodo di assenza.

Responsabilità del datore di lavoro che incarica il medico controllore
Il datore di lavoro che versa indennità supplementari al lavoratore ha il diritto di far effettuare una controvisita medica. Questo diritto esiste, ma è accompagnato da una responsabilità diretta sulla scelta del professionista e sulle condizioni del controllo.
La scelta del medico: un obbligo di indipendenza
Il medico incaricato deve essere indipendente. Non può avere legami privati con il datore di lavoro. Se questa condizione non viene rispettata, il controllo può essere contestato davanti ai tribunali del lavoro e il datore di lavoro perde la possibilità di sospendere il complemento salariale.
In concreto, non si incarica il proprio cognato medico né un professionista che interviene abitualmente come consulente per l’azienda su altri argomenti. L’imparzialità del medico controllore condiziona la validità del controllo.
Il decreto del 5 luglio 2024: un quadro finalmente preciso
Il decreto n° 2024-692 del 5 luglio 2024 ha chiarito le modalità della controvisita. Prima di questo testo, le regole del gioco rimanevano ampiamente giurisprudenziali. Ora, le condizioni di luogo, momento e svolgimento sono codificate.
Il medico controllore decide da solo il momento e il luogo della controvisita. Questa può avvenire presso il domicilio del lavoratore o nel luogo di riposo comunicato nell’assenza, senza preavviso. Tuttavia, la visita non può avere luogo durante le ore di uscita autorizzate.
- Il datore di lavoro sceglie il medico, ma non può dettare le sue conclusioni né orientare il suo parere medico.
- Il medico controllore si pronuncia sulla giustificazione dell’assenza e sulla sua durata, poi trasmette le sue conclusioni al datore di lavoro.
- Se l’assenza è ritenuta ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere le indennità supplementari, ma è lui a prendere questa decisione, non il medico.
- Il lavoratore conserva il diritto di contestare le conclusioni presentando ricorso al consiglio di prud’hommes.
La responsabilità si suddivide quindi chiaramente: il medico risponde della qualità della sua visita medica, mentre il datore di lavoro risponde delle decisioni che prende sulla base del rapporto.
Ruolo distinto del medico-consulente della CPAM
Si confondono spesso il medico controllore aziendale e il medico-consulente della CPAM. Le loro missioni e le loro conseguenze giuridiche sono però molto diverse.
Il medico-consulente interviene per conto dell’Assicurazione malattia, nell’ambito dell’articolo L. 315-1 del Codice della sicurezza sociale. Il suo ruolo consiste nel verificare che lo stato di salute del lavoratore giustifichi il pagamento delle indennità giornaliere. Se ritiene l’assenza ingiustificata, la CPAM può sospendere queste indennità.
Il medico controllore aziendale, invece, agisce per conto del datore di lavoro e si pronuncia solo sul mantenimento del complemento salariale. Il medico controllore non è decisore della sanzione: produce un parere medico, e sono il datore di lavoro o la cassa a trarne le conseguenze finanziarie.
I riscontri variano su questo punto a seconda delle situazioni, ma nella pratica, un lavoratore può essere controllato da entrambi i circuiti in parallelo, senza che le conclusioni di uno vincolino l’altro.
Conseguenze concrete di un controllo ritenuto irregolare
Quando un controllo è mal organizzato, le conseguenze ricadono su chi ha commesso l’errore. Se il medico controllore ha violato il segreto medico trasmettendo informazioni cliniche dettagliate al datore di lavoro (oltre al semplice parere sulla giustificazione dell’assenza), si assume la sua responsabilità deontologica davanti al Consiglio dell’Ordine.
Se il datore di lavoro ha sospeso il complemento salariale mentre il controllo era irregolare (medico non indipendente, visita durante le ore di uscita autorizzate, assenza di rispetto del luogo comunicato), il lavoratore può ottenere il recupero delle somme davanti ai tribunali del lavoro.
- Il medico controllore si assume la propria responsabilità professionale sulla rigore dell’esame e sul rispetto del segreto medico.
- Il datore di lavoro si assume la propria responsabilità sulla scelta del professionista, sul rispetto della procedura e sulle decisioni prese dopo il rapporto.
- Il lavoratore si assume la propria responsabilità se si sottrae volontariamente al controllo o esercita un’attività incompatibile con la sua assenza.

La catena di responsabilità durante un controllo medico aziendale non è quindi un blocco monolitico. Ogni attore porta la propria parte: il medico per la qualità e la deontologia della sua intervento, il datore di lavoro per la regolarità della procedura e le conseguenze adottate, il lavoratore per il rispetto dei propri obblighi durante l’assenza. Un controllo ben condotto protegge tanto l’azienda quanto il lavoratore, a condizione che ciascuno rimanga nel proprio ambito.