Creare una società di economia mista: funzionamento, vantaggi e fasi chiave da conoscere

La società di economia mista locale si basa su un equilibrio capitalistico preciso tra attori pubblici e privati, regolato dagli articoli L.1521-1 a L.1525-3 del CGCT. Prima di avviare la procedura, raccomandiamo di padroneggiare le restrizioni di governance che distinguono la SEML dalle altre imprese pubbliche locali, in particolare la SPL e la SEMOP.

Dispositivo anticorruzione e conformità Sapin II in una SEML

L’Agenzia francese anticorruzione controlla le SEM senza condizioni di dimensione, in applicazione dell’articolo 3 della legge Sapin II. Questo punto è diventato strutturale per ogni progetto di creazione.

Ogni progetto di SEML deve integrare fin dalla sua costituzione una base di conformità anticorruzione. Questa base comprende una mappatura dei rischi, procedure di controllo interno e un piano di formazione per i dirigenti. Non è più una buona pratica, è una condizione per la sicurezza del progetto.

Il controllo dell’AFA avviene in due fasi: raccolta documentale sistematica, poi controllo in loco se le risposte sono insufficienti. Per una SEM nascente, l’assenza di mappatura dei rischi fin dall’anno di creazione espone a un rapporto sfavorevole che indebolisce la credibilità della struttura presso i suoi partner privati.

Osserviamo che le collettività che anticipano questo aspetto di conformità anche prima della delibera di creazione guadagnano diversi mesi sulla messa in operazione effettiva della società. L’idea che si debba creare una società di economia mista trattando la conformità come un cantiere post-creazione rimane un errore frequente.

Eletto locale che firma gli statuti ufficiali di una società di economia mista in un ufficio istituzionale

Capitale e distribuzione azionaria: soglie legali di una SEM locale

Le collettività territoriali devono detenere tra il 50% e l’85% del capitale sociale. Questo limite inferiore e superiore non è negoziabile. Il saldo spetta agli azionisti privati, che apportano sia capitale che esperienza operativa.

La SEML deve obbligatoriamente assumere la forma di una società per azioni. Richiede un minimo di sette soci. Il capitale minimo segue il regime di diritto comune delle SA previsto dal codice di commercio.

Conseguenze pratiche della fascia 50-85%

Un azionariato pubblico vicino all’85% riduce la capacità di influenza del partner privato sulla governance, il che può scoraggiare gli operatori più qualificati. Al contrario, una partecipazione pubblica vicina al 50% implica un equilibrio dei poteri che complica le decisioni nel consiglio di amministrazione.

Raccomandiamo di calibrare la distribuzione in base all’oggetto sociale preciso della SEM. Una SEM di sviluppo che comporta rischio fondiario richiede un partner privato sufficientemente capitalizzato e motivato, il che giustifica una partecipazione privata significativa. Una SEM di gestione di servizio pubblico può funzionare con un azionariato privato più ridotto.

Oggetto sociale e campo di intervento: ciò che il CGCT autorizza

Il campo di intervento di una SEML copre storicamente l’urbanistica, la costruzione, l’edilizia sociale e la gestione di servizi pubblici industriali e commerciali. Da ampliamenti successivi, le SEML possono anche intervenire in materia di sviluppo economico e sfruttamento di servizi culturali o turistici.

L’oggetto sociale deve rimanere in diretto collegamento con le competenze della collettività azionista. Un comune non può creare una SEM in un ambito esclusivamente di competenza provinciale o regionale, salvo trasferimento o delega formalizzata.

  • Urbanistica e operazioni fondiarie, compresa la riabilitazione di aree dismesse (caso d’uso tipico della SEMOP)
  • Costruzione e gestione di alloggi sociali, ambito storico delle SEM sin dai decreti Poincaré del 1926
  • Gestione di servizi pubblici locali (acqua, trasporti, parcheggi, attrezzature sportive o culturali)
  • Azioni di sviluppo economico e turistico nell’ambito di competenza della collettività

Fasi di creazione di una SEM locale: delibera, statuti e messa in servizio

La procedura di creazione segue una sequenza precisa di cui ogni fase condiziona la successiva.

  • Delibera dell’assemblea deliberante della collettività territoriale che autorizza la creazione e fissa l’importo della partecipazione al capitale
  • Redazione degli statuti conformi al diritto delle società per azioni, integrando le disposizioni specifiche del CGCT sulla composizione del consiglio di amministrazione
  • Identificazione e selezione degli azionisti privati, con negoziazione del patto di azionisti e delle modalità di governance
  • Iscrizione al registro del commercio e delle società, poi notifica al prefetto
  • Implementazione del dispositivo di controllo interno e di conformità anticorruzione prima dell’avvio operativo

La delibera costituisce l’atto fondatore. Deve specificare l’oggetto sociale, l’importo del capitale, la distribuzione prevista tra pubblico e privato, e i contributi finanziari complementari che la collettività si impegna a fornire.

Amministrazione e controllo da parte degli eletti

I rappresentanti delle collettività nel consiglio di amministrazione sono designati dall’assemblea deliberante. Questi eletti siedono in qualità e non come amministratori di diritto comune, il che comporta obblighi di reporting specifici nei confronti della loro collettività.

La collettività azionista dispone anche di un diritto di controllo rafforzato tramite la trasmissione annuale dei conti, dei rapporti del revisore dei conti e del rapporto speciale sulle convenzioni regolamentate. Questo controllo supera gli obblighi classici del diritto delle società.

Squadra di pianificatori urbani su un cantiere di sviluppo misto che illustra i progetti di una SEM

SEML, SEMOP o SPL: scegliere la struttura giusta

La SEML non è sempre il veicolo più adatto. La SPL, detenuta al 100% da attori pubblici, consente l’attribuzione di contratti senza gara (contratto in house). La SEMOP, creata per un’operazione unica e di durata limitata, associa un operatore privato selezionato tramite gara.

La scelta dipende da tre criteri: la necessità o meno di un partner privato capitalizzato, la durata prevista dell’operazione e la volontà della collettività di mantenere un controllo simile a quello esercitato sui propri servizi. Una SEM locale classica rimane pertinente quando il progetto combina una lunga durata, pluralità di oggetti e necessità di apporto privato.

Il regime giuridico di ciascuna struttura ha subito diverse modifiche legislative dalla legge del 7 luglio 1983, in particolare con la legge SRU del 2000, la legge NRE del 2001 e la legge del 2002 che modernizza lo statuto delle SEML. Ogni modifica ha rafforzato le esigenze di trasparenza e controllo, rendendo la fase preparatoria più lunga ma la governance più sicura.

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